Lettera all’Assessore alla Sanità della Regione Liguria

Genova, 30 giugno 2012

Regione Liguria

All’Assessore alla Sanità

Claudio Montaldo

Via Fieschi 15

16121 Genova

La “ Rete 194” , che  raggruppa molte associazioni femminili genovesi impegnate nella difesa della Legge  sull’interruzione volontaria di gravidanza,  si associa all’  “Associazione Luca Coscioni “ ed all’A.I.E.D. Nazionale nel chiedere alla Regione Liguria di rendere pubblici i nomi dei medici obiettori di coscienza.

Pur riconoscendo il diritto dei medici all’obiezione, siamo infatti convinte che vada parallelamente tutelato il diritto delle donne a vedere rispettata la loro scelta senza doversi sottoporre ad un umiliante rifiuto da parte di sanitari che, per  mere ragioni di clientela, mantengono segreta la loro scelta.

Ricordando che la “ Rete 194 “ aveva già in passato richiesto a codesto Assessorato la pubblicazione dell’elenco, nell’attesa di una risposta che speriamo positiva, inviamo i nostri migliori saluti.

Per la “ Rete 194”

                                                                                  Giulietta Ruggeri

                                                                                  Laura Guidetti

                                                                                  Marina Dondero

Mercedes Bo

Nuove dal Papa sull’aborto terapeutico

Pubblichiamo una serie di articoli che sono usciti in questi giorni a seguito delle dichiarazione del Papa sull’aborto terapeutico. Il Papa si è rivolto in particolare ai medici ed ai mariti, come a voler dire che le donne non sono in grado da sole di prendere delle decisioni sulla propria vita e sul proprio corpo, ma necessitano dell’affiancamento di un uomo. Continua a leggere

Uno sguardo laico sul tema dell’obiezione

Segnaliamo con piacere questo articolo pubblicato sull’Unità che propone finalmente una lettura laica del problema della coscienza e del suo uso strumentale per giustificare l’obiezione verso le leggi dello stato.

Speriamo che dall’Europa vengano indirizzi e direttive a tutela del diritto delle donne a ricevere i servizi definiti per legge, perché  “la coscienza non può essere una ragione spendibile nello stabilire quali siano i limiti dei nostri doveri verso gli altri”.

L’Unità, 7 ottobre 2010

Ancora problemi per la pillola del giorno dopo

La legge 194/78 prevede l’obiezione di coscienza esclusivamente in relazione all’interruzione di gravidanza, ma la cosiddetta “pillola del giorno dopo” non ha funzione abortiva bensì agisce inibendo e ritardando l’ovulazione, cioè prima della fecondazione. Continua a leggere