URGENTE: appello a sostegno dell’assessora Marina Dondero

Pubblichiamo qui l’appello promosso dalle associazioni della Rete 194 e – come visibile nell’apposita pagina aggiornata di volta in volta qui sul nostro blog – sottoscritto da associazioni, singole e singoli, a sostegno di Marina Dondero.
Ricordiamo inoltre che l’appuntamento per il volantinaggio è per mercoledì 1 dicembre alle 14.30 in Largo Lanfranco.
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Maschilismo di Stato, morte della democrazia: Berlusconi si dimetta

Care amiche e cari amici,
con l'appello che vi mandiamo, chiedendovi, se lo condividete, di firmarlo, abbiamo creduto di interpretare un sentimento diffuso di rabbia e impotenza da parte di molte e molti, consapevoli della gravità e complessità delle vicende che hanno al centro il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ma anche della debolezza, inadeguatezza di chi vi si oppone a livello istituzionale, ciò che inevitabilmente comporta un grave deterioramento della nostra democrazia.Chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi, e iniziative incisive a tale riguardo, sappiamo che non è risolutivo dei cambiamenti profondi che stanno attraversando la nostra società, ma lo consideriamo tuttavia un modo per uscire dall'acquiscenza generale, per mandare un chiaro segnale: che tutti saranno d'ora in poi sorvegliati da un'opinione attenta, e contrastati. Se siete d'accordo, vi preghiamo di trasmettere la vostra adesione all'indirizzo mail sotto indicato e di inoltrare l'appello a chi di vostra conoscenza ritenete possa aderire.
Grazie e cari saluti
Maria Grazia Campari
Floriana Lipparini
Lea Melandri
 
Per adesioni:
mariagrazia.campari@tiscali.it
oppure
lilianamoro@tiscali.it
 
Maschilismo di Stato, morte della democrazia: Berlusconi si dimetta
 
Con questo appello, intendiamo richiamare l’attenzione pubblica sulla spirale negativa innescata dai comportamenti del ceto politico al potere in Italia: dai gesti quotidiani di disvalore verso il genere femminile si sta arrivando ad un attacco di stampo maschilista contro la stessa integrità delle istituzioni democratiche. In altre parole, si passa da una democrazia incompiuta alla cancellazione stessa della democrazia. Il Presidente del Consiglio è stato colto, infatti, nell’atto di passare da un utilizzo mercificato di corpi femminili per propri svaghi privati, ma giocati in luoghi destinati a fini pubblici, alla attribuzione diretta di cariche ministeriali e parlamentari (italiane ed europee) elargite come riconoscimento al fascino fisico delle candidate. Questo comportamento è stato, da ultimo, anche sostenuto da dichiarazioni pubbliche quali” Gli italiani mi vogliono così...Sono sostenuto da un gradimento al 61%...Porto con me le veline (sulla scena del futuro G8) altrimenti ci prendono tutti per gay..”, insomma, potendo. così fan tutti.
Riconoscere che l’ampio consenso di cui gode tuttora Berlusconi vada attribuito in gran parte al fatto di interpretare modi di pensare e di agire patriarcali, radicati nel senso comune di uomini – e purtroppo anche di donne- non deve diventare un alibi per lasciare in ombra il pericolo rappresentato dalla sua permanenza in una delle più alte cariche dello Stato. Quindi, vogliamo dire all’“utilizzatore finale” di prestazioni femminili che “grandi quantitativi” di italiane e italiani intendono contrastare questo degrado, al medesimo tempo personale e politico- due sfere implicate da sempre, al di là di ogni contrapposizione astratta e funzionale al protagonismo storico del sesso maschile. E' necessario fermare la pericolosa deriva autoritaria di una società che si presenta incardinata sulla esclusione femminile e sulla
disuguaglianza (di sesso, di razza, di condizione) e che sta compiendo il passo fatale: dalla riduzione al potere oligarchico maschile alla completa erosione degli assetti democratici, violando la pari dignità umana di donne e uomini, la libera espressione del pensiero, la libera informazione, la libera competizione nella rappresentanza. Chiediamo a chi si riconosce in questo appello di dare avvio ad un movimento che, partendo dalla conoscenza dei fatti, elabori in forma partecipata azioni incisive tese ad ottenere, come atto primo indispensabile per il rispetto di elementari principi di democrazia e di civile convivenza fra i sessi, le dimissioni di Berlusconi e dei suoi fidi seguaci dalle cariche pubbliche.
 
Maria Grazia Campari
Floriana Lipparini
Lea Melandri

 

Per una manifestazione in difesa della dignità delle donne e degli uomini che amano le donne.

Vi segnaliamo un APPUNTAMENTO LANCIATO
DALLA RETE 194RAGIONI
Vi invitiamo a partecipare.
In allegato un volantino che vorremmo distribuire durante il presidio.
di seguito l’appello di 194 ragioni.

“Per una manifestazione in difesa della dignità delle donne
e degli uomini che amano le donne.

“Ancorchè fossero vere le indicazioni della ragazza ..il
premier sarebbe l’utilizzatore finale e quindi mai
penalmente punibile” (Avv. Ghedini)

Con crescente angoscia stiamo seguendo le vicende dello
scandalo che riguarda il premier Silvio Berlusconi e che
vede coinvolte numerose ragazze e donne. Ma quello che
provoca autentico raccapriccio sono i commenti delle persone
vicine al presidente del Consiglio, Ghedini in particolare,
che parlano di “utilizzazione” della donna e di “donne
gratis in grande quantità”, espressioni che chiaramente
indicano la donna come un oggetto, attrezzo o merce che sia.
Per non soffocare nello schifo, per difendere la nostra
dignità di donne e di uomini che amano le donne, dobbiamo
rialzare la testa e esprimere la nostra indignazione. Il
problema è molto più grave e più ampio e non è una
questione di partiti, è un problema di civiltà e di
educazione sociale.

La parte onesta del paese ha il dovere di dare un segnale,
deve mettere un argine alla marea di fango che ci sta
sommergendo. Le donne che quarant’anni fa scrissero sui muri
“Nè puttane nè madonne solo donne”, le giovani che
rifiutano un clima culturale che le vuole veline e
disponibili, gli uomini che stanno accanto alle une e alle
altre e mai si sognerebbero di considerarle “adoperabili”,
si uniscano.
Parliamo di un triste aspetto della nostra società che ha
responsabilità condivise di uomini e donne, che occorre
denunciare e rivedere tutti insieme, uniti. Non è
occasione per una guerra di generi e nemmeno di parti
politiche.
Invitiamo tutti coloro che sono a Milano
all’incontro/confronto/presidio

__ GIOVEDì 2 LUGLIO, ore 18,30
__ Colonne di San Lorenzo (C.so di Porta Ticinese)”
 


Donne per una difesa del lavoro delle donne
 

Appello per la difesa della legge 194

 

“Sembra parlino della 194 ma ancora una volta gli uomini parlano tra loro usando il corpo femminile”.

Ancora si parla di legge 194. Ancora si parla di revisione, anzi, oggi persino di moratoria.
Tutte noi proviamo una strana impressione, legata ad un terribile vuoto di contenuti, alla surreale sensazione di un copione già scritto “a prescindere”, una messinscena che ogni tanto deve essere recitata.Infatti, basta un po’ di memoria storica per ricordarsi che da sempre, ad intervalli regolari, la legge 194 è stata oggetto di attacchi, improvvisi o a lungo preparati.
Un costo in laicità, che i nostri uomini al comando hanno sempre pagato per continuare a governare impunemente, possibilmente senza le donne (però in nome delle donne, come è ovvio). Se non fosse che hanno le leve del potere in mano sembrerebbero quello che per certi aspetti sono, una parata di incoscienti che parla di cose che non conosce. Ma sono loro a decidere, sulla base dei loro interessi, non dei nostri, dei loro equilibri politici e scambi di favori; non i bambini, tanto meno le donne sono al centro del loro agire.

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