Discussione in giunta comune di Varese, ancora un pericoloso attacco alla 194

Pubblichiamo il documento riguardante una proposta dei gruppi consiliari del Pdl e di Alleanza Nazionale in discussione giovedì 28 ottobre al consiglio comunale di Varese.  Si intenderebbe modificare, in una direzione decisamente nota e nettamente connotata in senso integralista rispetto all’argomento «vita e fine-vita», lo statuto comunale. È con una certa apprensione che per l’ennesima volta ci troviamo a constatare quella che non si può definire altrimenti se non una presa in giro, ai danni delle donne e della cittadinanza tutta. Continua a leggere

Importante: rischio chiusura centro antiviolenza

Pubblichiamo con rammarico tre articoli apparsi su quotidiani genovesi l’8 e il 9 ottobre che riguardano la situazione a rischio in cui – a causa dell’insufficienza di finanziamenti – si trova la rete antiviolenza, in particolare i servizi forniti dal centro antiviolenza di via Mascherona e gli sportelli territoriali di ascolto e aiuto per le donne in difficoltà. Pur consapevoli della reale difficoltà generalizzata e della mancanza di risorse in tutti i campi siamo a ribadire come servizi come questo siano essenziali, visto anche il successo in termini numerici e fattivi di donne e loro figli e figlie accolte dall’inizio del percorso. Chiediamo anche che si rifletta sugli impegni presi poichè, se è vero che i tagli non dipendono necessariamente dalle amministrazioni locali, sono comunque queste stesse amministrazioni locali ad essersi prese l’impegno di sostenere adeguatamente un servizio utile non solamente per le donne in specifiche condizioni di disagio e malessere ma in grado di risollevare dalle difficoltà nuclei familiari e reti sociali dando un consistente contributo al miglioramento del benessere collettivo.

Corriere mercantile 9 ottobre 2010

centro antiv – prono – 8.10.10

Il Secolo XIX 8 ottobre 2010

 

Uno sguardo laico sul tema dell’obiezione

Segnaliamo con piacere questo articolo pubblicato sull’Unità che propone finalmente una lettura laica del problema della coscienza e del suo uso strumentale per giustificare l’obiezione verso le leggi dello stato.

Speriamo che dall’Europa vengano indirizzi e direttive a tutela del diritto delle donne a ricevere i servizi definiti per legge, perché  “la coscienza non può essere una ragione spendibile nello stabilire quali siano i limiti dei nostri doveri verso gli altri”.

L’Unità, 7 ottobre 2010

Procreazione assistita? Sì dall’Europa, no dall’Italia

La Corte di Strasburgo aveva detto di si alla fecondazione assistita. Ora, al padre della medesima viene riconosciuto il premio Nobel mentre in Italia con  i divieti ideologici del parlamento sono i giudici, dopo la importante pronuncia di incostituzionalità della Consulta, che  sollevano ulteriori dubbi di costituzionalità su altri aspetti della legge n. 40 del 2004.

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