Il Lupo Mercante. Il libro di Clara Sereni.

Da Mentelocale ce ne parla Claudia Priano.

Uno di quegli incontri che lasciano il segno.

L’ho conosciuta in occasione della presentazione de IL LUPO MERCANTE,era il 6 maggio, come dimenticarlo, nell’ambito della manifestazione “Autoritratto di gruppo”, conduceva Daniele Miggino, ed io ero tra le fortunate (insieme a Anna Giacobbe e Alasia Nuti) che presentavano e discutevano con lei il suo libro.
Ho conosciuto Clara Sereni, dunque, grande scrittrice e donna meravigliosa, stavamo parlando e lei, a un tratto, mi ha detto queste parole, “noi all”epoca abbiamo fatto la nostra parte. Adesso tocca a voi”.
Così mi ha detto.
Perché lo sappiamo, i diritti acquisiti e la libertà non sono per sempre, bisogna continuare a combattere per mantenerli.
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E l’aborto ritorna sulla scena

Si poteva sperare che, dopo l’insuccesso della lista “aborto, no grazie”, si tornasse sì a parlarne, di aborto, ma con più sobrietà e pudore. Invece – ancor prima delle ultime dichiarazioni del Papa – la scelta di Repubblica di pubblicare in prima pagina (30 aprile) la lettera di una giovane donna incinta che si dichiara costretta all’aborto dalla precarietà delle sue condizioni economiche, ha riportato il dibattito dentro una sorta di reality show.
La data dell’interruzione di gravidanza è già fissata e pende, come un ricatto, sulla coscienza di tutti. Quella madre desidera il figlio, e quindi quel bambino esiste già, compiuto. Chiuso però in una sorta di “braccio della morte” (la definizione è de Il Foglio , 4 maggio). Così ci si interroga.
Si interrogano molto coloro che guadagnano dai 4 mila euro in su. Sono troppo pochi 1300 precari euro al mese per tirare su un bambino? Sarebbero sufficienti, se ci fosse l’amore materno, quello vero, e lo spirito di sacrificio dei bei tempi andati?
Per Fausto Carioti, ad esempio, bastano e avanzano, visto che la coppia in questione, ospitata da una vecchia zia, non deve neppure pagare l’affitto (Libero, 1 maggio). La cifra necessaria sarebbe invece di 2000 euro?
L’autrice della lettera dice di sì e suggerisce -come scrive Sofri (Repubblica, 3 maggio)- “un ovvio programma di governo”.
Nel frattempo ecco pronti i numeri verdi del movimento per la vita, gli indirizzi dei centri di accoglienza e un generoso imprenditore anonimo che si dichiara disposto a versare a Sandra (questo è il nome di fantasia attribuito alla donna) 700 euro al mese fino a che il bambino non andrà alle elementari (Il Giornale, 3 maggio). “La maternità in Italia è diventata un lusso privato, un desiderio che si paga tutto in prima persona, come se un figlio non fosse un bene prezioso per la società”, scrive Eugenia Roccella (Il Giornale, 1 maggio).
Nel caso di Sandra la società dei generosi si è data da fare e il lieto fine è garantito. Sandra ci ha ripensato e rinuncia ad abortire. “Per ragioni morali”, dice a Repubblica (4 maggio) e, come tutti, ne gioiamo.
Ma resta un disagio. Il dilemma può essere solo contabile? “Perché farne uno spettacolo? Non c’è bisogno di un vita perfetta per fare un bambino” scrive un’anonima sul sito forum.alfemminile.com. Il contesto, un ambiente favorevole alla nascita, un po’ di quattrini, aiutano a far sì che la scelta, di essere o non essere madre, sia più libera. Ma non c’è contesto che tenga senza il sì profondo di una donna che accetti di trasformare il suo corpo e il suo destino (altro che fino alle elementari) per far crescere una nuova vita.
Quel sì Sandra lo aveva già espresso.

Franca Fossati

Il Papa a Genova difendiamo la laicità

La Rete 194 parteciperà alla iniziativa promossa dalla Rete Laica sabato 17 a sestri ponente ore 16 in piazza Ranco.

Questa scadenza è stata preparata da tempo, individuando nella giornata contro l’omotransfobia un momento per sottolineare l’emergenza laicità nel nostro paese, senza voler cercare la contrapposizione con la presenza del papa a Genova.

La Rete 194 proporrà in anteprima il Gioco dell’oca e altro materiale informativo oltre i nostri adesivi. Il Gioco nasce da un gruppo di donne di Trento: l’OCA è ogni donna che passa la sua vita a girare in tondo, proprio come nel gioco dell’oca, a cui questa iniziativa fa il verso. Un grande telone colorato sul selciato della piazza permetterà di riflettere sugli ostacoli, gli imprevisti e i relativi passi indietro che l’autodeterminazione delle donne incontra ogni giorno, quando ad esempio:
– giriamo per ambulatori in cerca di un medico non obiettore
– giriamo per l’Europa in cerca di un paese dove le tecniche di procreazione assistita siano veramente accessibili
– giriamo per le strade della città
– giriamo nel mondo del lavoro

Sappiamo che in contemporanea ci sarà un corteo in centro e forse molte sceglieranno di essere là: tuttavia in molte abbiamo espresso criticità sull’organizzazione di questo, perché temiamo la strumentalizzazione da parte di chi verrà a cercare visibilità attraverso forme di contrapposizione poco utili per far crescere nella città una cultura laica e non oscurantista, condizione necessaria per poter parlare di diritti delle donne (e non solo). Una contrapposizione che nel suo linguaggio non si discosta di un pelo dalla cultura patriarcale professata da vescovi e cardinali.

A noi il papa non interessa, forse ci indigna di più il comportamento da baciapile genuflessi della nostra amministrazione e dei politici che si fanno portavoce del vaticano. Abbiamo appreso che sono stati stanziati un milione e mezzo di Euro per l’accoglienza di Ratzinger: preferiremmo che questi denari trovassero forme sociali di investimento, per migliorare le condizioni di vivibilità di tutte e tutti nelle nostre città.

Saremo a Sestri per parlare di diritti e affrontare il grave tema delle discriminazioni, utilizzando la “ragione e lo spirito”, cioè consapevolezza ed ironia.

Il Papa a Genova – due giorni di mobilitazione per i diritti le libertà e contro l’integralismo vaticano

Il 18 maggio Genova sarà visitata dal massimo esponente del potere vaticano: Joseph Ratzinger.

Da alcuni anni a questa parte assistiamo ad un’offensiva clericale ed integralista contro i diritti della persona che vede in campo tutte le strutture politico-istituzionali della chiesa e le sue articolazioni associazionistiche.

In particolar modo, come era facile aspettarsi dopo l’esito del referendum sulla legge 40, l’autodeterminazione della donna e la legge 194 sono oggi violentemente sotto attacco. Un tragico esempio in tal senso è la vicenda di Silvana, vittima, a Napoli, del blitz poliziesco delle scorse settimane.
Allo stesso tempo, pur occupando la chiesa un ruolo di primo piano nel dibattito politico italiano, pare impossibile trattarla come ogni altra organizzazione politica : gli esponenti del clero non possono esser contestati e criticati come qualsiasi altro soggetto politico , come se si ponessero su un piano di legittimità superiore. L’unica reazione legittima pare esser la genuflessa deferenza.
Proprio la nostra città ha assunto un ruolo “simbolico” importante nell’assetto clericale: il suo ex vescovo è attualmente segretario di stato vaticano e l’attuale, Bagnasco, presta il volto a Ruini nel dirigere la conferenza episcopale italiana.

Crediamo che in quei giorni debba avere voce e visibilità anche un’altra Genova: quella laica, atea, dei diritti, delle libertà della persona e quella di chi – cattolico o diversamente credente – non intende vivere in un paese che imponga per legge una morale religiosa.
Intendiamo costruire una due giorni di mobilitazione che coinvolga tutte le realtà, le singole ed i singoli che:

-difendono e promuovono i diritti civili e la libertà dei saperi.
-non vogliono piegarsi all’oscurantismo reazionario contro i corpi e le scelte di vita.
-chiedono l’abolizione di tutte quelle forme anticostituzionali di finanziamento pubblico e vantaggio fiscale a favore del clero, privilegi difesi dalla quasi totalità dei partiti da sinistra a destra.
-sono per la piena cittadinanza di lesbiche, trans e gay.
-chiedono un servizio sanitario laico, nel quale l’obiettore di turno non faccia pagare alle donne le sue convinzioni.
-credono in una maternità libera, in una genitorialità consapevole e nella concezione plurale di “famiglie”.
-rivendicano il diritto a vivere la propria sessualità in maniera libera, consapevole ed informata senza esser ingabbiati da leggi ipocrite e moraliste.
-vogliono l’eliminazione del finanziamento della scuola cattolica e dell’ora di religione.
-vogliono poter aver il diritto di criticare e contestare il potere clericale come qualsiasi altra autorità politica.
Un corteo cittadino il 17 maggio, iniziative in università, davanti al Galliera ed altri luoghi significativi, presenze nei quartieri:

COSTRUIAMO A GENOVA DUE GIORNI DI VISIBILITA’ E DI FESTA, UN PRIDE LAICO E DEI DIRITTI, PER UNA SOCIETA’ PLURALE CONTRO L’OSCURANTISMO E PER L’APERTURA DI SPAZI DI LIBERTA’ CONTRO L’AUTORITARISMO CLERICALE.
MANIFESTAZIONE H 15.30
PIAZZA MONTANO – Sampierdarena

Appuntamenti all’Università di via Balbi
h. 11.00 13.00 Tavola rotonda: Relativismo culturale e laicità dei saperi: prospettive storiche, antropologiche e letterarie
Aderiscono formalmente, riservandosi di confermare la loro presenza in un secondo momento, i seguenti docenti: Gianni Vattimo, Marco Aime, Gilda Della Ragione, Giacomo Casarino, Antonio Gibelli, Piero Conti, Giuliana Franchini, Nicolò Pasero

h. 13.00 14.00 Buffet

h. 14.00 15.00 Presentazione delle esposizioni: Storia dell’UDI attraverso i manifesti mostra a cura dei disegnatori della rivista Kazcof personale di Enrico Macchiavello

h. 15.00 17.00 Aula N proiezione del film Il caso Calvi

Aula M proiezione degli interventi all’edizione 2007 del Festival della Mente di Sarzana: Due non è un numero troppo grande di Marco Aime, La spiritualità laica nello specchio di Michelangelo Pistoletto

h. 17.00 18.00 Reading poetico Per farla finita col giudizio di Dio di Antonin Artaud, a cura di Paolo Vignola, Dottore di ricerca presso il dipartimento di filosofia

h. 18.00 20.00 Assemblea pubblica alla quale interverranno esponenti della società civile ed associazioni operanti nel settore dei diritti e della laicità dello stato

h. 20.00 21.00 Aperitivo

h. 21.00 24.00 Aula M rassegna musicale a sostegno della giornata mondiale control’ omotransfobia (17 maggio)

seguono le firme

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Ospedale Galliera: Divieto di Accesso alle Donne

L’ente ospedaliero Galliera, vecchio lascito della duchessa omonima e proprietà della Curia genovese, viene gestito con 108 milioni di euro l’anno provenienti dal Fondo Sanitario Regionale.

IL GALLIERA È UN OSPEDALE PUBBLICO CHE PERO’ NON GARANTISCE

• L’interruzione di gravidanza, diritto sancito a partire dal 18 maggio del 1978 dalla legge 194

• La prescrizione della pillola del giorno dopo, farmaco non abortivo e quindi non soggetto nemmeno all’obiezione di coscienza

• La presenza del centro per l’infertilità
VI SIETE MAI DOMANDATI IL PERCHE?

Il consiglio di amministrazione è presieduto per statuto dall’Arcivescovo protempore di Genova, attualmente Monsignore Angelo Bagnasco. La Chiesa, negando ciò che è previsto dal Servizio Sanitario Nazionale, calpesta la laicità dello Stato e i diritti che le donne hanno conquistato con dure lotte.
È UN ‘INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO!

L’attacco alla legge 194 – drammatico l’episodio del Policlinico di Napoli in cui una donna, subito dopo aver effettuato un aborto terapeutico, è stata brutalmente interrogata dalla polizia – è duplice:

• sul fronte culturale e ideologico, il Vaticano e i politici ad esso subalterni, conducono una battaglia quotidiana a favore di una morale bigotta e reazionaria, fortemente restrittiva dei diritti e delle libertà personali;

• sul fronte pratico si manifesta attraverso riforme peggiorative delle leggi che tutelano il lavoro femminile, la riduzione del sostegno alla maternità (vedi la carenza di posti negli asili nido), il progressivo smantellamento dei Consultori pubblici e la conseguente scarsa informazione per una corretta prevenzione, la promozione dell’obiezione di coscienza tra i medici.

CONTRO L’INGERENZA VATICANA
MERCOLEDI’ 14 MAGGIO, PRESIDIO DI FRONTE AL GALLIERA, h 17
SABATO 17 MAGGIO, CORTEO DA PIAZZA MONTANO, h 15

DIFENDI I TUOI DIRITTI!