Uscire dalla violenza si può

Venerdì 28 marzo 2008 alle ore 17:00, presso la libreria UBIK in Corso Italia 16 r a Savona, verrà presentata l’anteprima del cortometraggio “Uscire dalla violenza si può…” realizzato dal Cesavo in collaborazione con le Associazioni Telefono Donna e Raggio di sole.

Il programma, oltre alla proiezione del cotometraggio, prevede i seguenti interventi:
Valentina Pescetti e Ariel Castelo ludopedagogisti
Nicoletta Frediani Prefetto di Savona
Lorena Rambaudi Vicepresidente Provincia di Savona
Lucia Bacciu Assessore Comune di Savona
Giuliana Peluffo Telefono Donna
Patrizia Cambi Associazione Raggio di Sole
Claudio Massola musicoterapista

La cittadinanza é invitata!

La risposta della ministra

Di seguito la Dichiarazione della Ministra della Salute Livia Turco in merito al documento “Indicazioni al fine di una migliore applicazione della legge n. 194/78, di una migliore tutela della salute sessuale e riproduttiva e sulla appropriatezza-qualità nel percorso della diagnosi prenatale”.

“In questi ultimi mesi la necessità di una piena applicazione della legge 194 del 1978 per la tutela sociale della maternità e l’interruzione volontaria di gravidanza, è stata posta con sempre maggiore vigore dalla maggioranza delle forze politiche e sociali e dall’insieme della comunità civile del Paese. A tal fine il Ministero della Salute, le Regioni e le Province Autonome hanno lavorato congiuntamente alla stesura di una serie di indicazioni da fornire alle strutture e agli operatori sanitari finalizzate a sei obiettivi:

  • il potenziamento dei consultori e la prevenzione dell’IVG con particolare attenzione alle donne immigrate;
  • la riduzione della morbilità da IVG e il miglioramento dell’appropriatezza degli interventi con la riduzione dei tempi di attesa e l’adozione di tecniche più appropriate di intervento e anestesia;
  • l’aggiornamento delle procedure e del personale preposto;
  • la rimozione delle cause che potrebbero indurre la donna all’IVG, sostenendo le maternità difficili;
  • l’appropriatezza e la qualità nel percorso della diagnosi prenatale e in particolare nei casi di anomalie cromosomiche e malformazioni;
  • la promozione dell’informazione sul diritto a partorire in anonimato.

Questo importante lavoro è stato bloccato ieri dal veto posto dalla Lombardia in sede di Conferenza Unificata, nonostante vi fosse l’accordo unanime di tutte le altre Regioni e Province Autonome, delle Province e delle Comunità Montane. Ho trovato alquanto pretestuose le motivazioni addotte dalla Lombardia. Ma, al di là di questo giudizio personale, penso non sia un bene per il Paese avviarsi verso una difformità di indicazioni sul come raggiungere obiettivi così importanti come il sostegno alla maternità, la prevenzione degli aborti, la definitiva cancellazione dell’aborto clandestino e la promozione di una sempre maggiore competenza verso una procreazione responsabile affinché l’aborto non sia mai mezzo per il controllo delle nascite.

Per questo confido nell’assunzione di responsabilità da parte di tutte le Regioni e Province autonome che hanno condiviso l’accordo affinché lo stesso sia da loro adottato con proprie delibere per dare quella risposta di attenzione e di presa in carico attesa dal Paese da parte delle Istituzioni pubbliche su una problematica così importante”.

21 marzo 2008

Ministero della Salute

Bocciate le linee guida sulla 194

Da Aprileonline

Il “no” della Regione Lombardia e della Regione Sicilia affossa il documento messo a punto dal ministro della salute Livia Turco. Il testo prevedeva, tra l’altro, la presenza di un non obiettore in ogni distretto e la pillola del giorno dopo. “Assaggio” di ciò che accadrà nel prossimo futuro in caso di vittoria elettorale da parte del centrodestra

Niente accordo, in conferenza unificata, sul documento che contiene le linee guida per una migliore applicazione della legge 194 del 1978 sull’interruzione di gravidanza. Come largamente preannunciato dalla polemica dei giorni scorsi, a causa del “no” della Regione Lombardia e della Sicilia (nella Conferenza Stato – Regioni vale l’unanimità), il documento messo a punto dal ministro della Salute Livia Turco resterà lettera morta. Si tratta di una scelta meramente politica, che anticipa le posizioni del centro-destra qualora, dopo il 13 aprile, tornasse a governare: togliere definitivamente di mezzo il principio dell’autodeterminazione delle donne, sancito dalla legge 194, e far entrare nei consultori le associazioni per la vita.

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194: interroghiamo i candidati

La rete194, come anticipato in occasione della manifestazione a difesa della Legge194 del 23 febbraio a Genova, sta inviando una lettera questionario a tutte le candidate e i candidati delle Liste che si presentano in Liguria per le Elezioni Politiche 2008.

Nella lettera si chiede alle  candidate e ai candidati di esprimersi in merito a sei domande relative alla legge 194, agli obiettori di coscienza, alla pillola del giorno dopo dichiarando al tempo stesso se, nel caso di elezione al Parlamento, agiranno conseguentemente rispetto alle risposte date.

Le risposte dovranno pervenire alla rete194 entro il 10 aprile 2008 che provvederà a inserirle, a presente  e futura memoria, sul blog  rete194.wordpress.com dove ognuno potrà verificare le risposte (o il silenzio) delle/dei  varie/i candidate/i.

Questa iniziativa, che si affianca ad altre che la rete194 sta costruendo sulla questione dei  consultori e sulla  testimonianza delle donne sul tema dell’interruzione di gravidanza, vuol far emergere in modo chiaro e preciso le opinioni dei futuri parlamentari liguri in merito alla Legge 194, opinioni che riteniamo essenziale conoscere al fine di poter valutare  con chiarezza le persone candidate.

Le domande e le modalità relative a questa iniziativa sono consultabili sul blog della rete194.

Domande e risposte.

Contro le donne nei secoli dei secoli

Il libro ha un incipit che rende molto il tono di tutto il saggio:

Questo libro è una scenata.

E ancora scrive Silvia Ballestra:
…Un grande passo indietro delle donne con la grande complicità delle donne stesse. E’ così, non nascondiamocelo. Non di tutte, certo, ma di molte. E se fossimo un esercito, avremmo tra le fila un po’ troppi collaborazionisti. Certi giorni mi sento accerchiata. Certi giorni le cose vengono avanti tutte assieme e allora è più facile verificare che quel sentimento di assedio non è una paturnia solo mia. Certi giorni le agenzie di stampa sputano fuori dati e statistiche, o le dichiarazioni di un politico particolarmente becero, o l’ultima di Ruini, o le intercettazioni d’un principe porcaccione, o l’ennesimo massacro in famiglia, e allora mi accorgo che tutto, in qualche modo, torna Si ricombina. Ecco un segnale, mi dico. Ed eccoun altro segnale. Finchè emerge la certezzache tutto si tiene. Un Ruini, a srpresa, si incrocia perfettamente con la pubblicità osè, e allo stesso tempo si incastra come il pezzo di un puzzle sul guizzo maschilista, sulla battuta volgare. Tutto si tiene; è lo stesso disegno, tanti fiumi che vanno allo stesso mare: quello dell’ostentato disprezzo per la donna.
da Contro le donne nei secoli dei secoli di
Silvia Ballestra,
ed. Il Saggiatore.

L’ho riletto ieri sera, è un libro del 2006, ed è sempre drammaticamente attuale. Anzi, direi che la situazione sia precipitata.

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Un commento ai fatti di Genova

Su il Paese delle Donne.

Buonasera a tutti, ho letto l’articolo di C. De Gregorio, uno spaccato di una realtà, una delle tante direi, quella che va al di là del pubblico, privato, Genova bene, Genova dei quartieri popolari e quella degli extracomunitari. In questa storia ci si ritrova molto di genovese, chiusura e riservatezza anche in queste faccende……E poi la lunga mano della Curia genovese, sul Galliera e sul Gaslini, dove appunto se vuoi lavorare sei obbligato all’obiezione di coscienza, soprattutto ginecologi e ostetriche, e dove alle allieve infermiere un tempo si insegnava che, un’infermiere, non doveva giudicare e condannare il paziente anche se questo aveva contratto infermità per condotta amorale e tra le infermità per condotta amorale, tra parentesi ti facevano mettere sifilide e aborto, solo successivamente l’AIDS! E io, che in uno di questi ospedali mi sono formata professionalmente, ho ancora quel quaderno. Però poi gli aborti si facevano eccome, fuori dall’ospedale, spesso in anestesia locale, pagandoli con i soldi guadagnati facendo le acrobazie ….. Eppure parliamo della metà degli anni 80 e oltre e la 194 era già attiva eccome e magari alcuni consultori, soprattutto quelli di periferia e l’AIED funzionavano abbastanza bene…… La domanda è invece, perchè a un certo punto le donne preferiscono violare più o meno consapevolmente le legge, pagare profumatamente, magari per una decisione sofferta ma ponderata con un regolare compagno, senza amanti nascosti, senza reality show e altre amenità che gli scoop sensazionalistici dei giornali citano, spostando l’attenzione su questi aspetti e non su altri a mio avviso più importanti e seri? Io non so come funziona nelle altre regioni, ma abortire a Genova è uno stillicidio, un’espiazione di colpa e spesso si è trattate peggio delle vacche da macello, in fila verso la sala operatoria e via! Io stessa, donna impegnata su tematiche inerenti la nascita, i diritti delle donne, infermiera, moglie di medico quindi dell’ambiente, di cultura e classe sociale medio-alta, per salvaguardare la mia dignità e la mia integrità psicologica, credo che avrei fatto la scelta di quelle 8 donne, cercando non di nascondere il misfatto, ma per avere il sacrosanto diritto di soffrire la mia scelta, di piangere senza essere criticata per le lacrime di coccodrillo.

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Incontro al municipio centro ovest di Genova sulla legge 194

Il Municipio Centro Ovest invita la cittadinanza all’incontro di informazione sulla legge 194 che si terrà presso il Centro Civico Buranello il prossimo 19 marzo.
L’iniziativa rientra in quelle avviate in tutti e 9 i municipi genovesi e si propone di parlare non solo della legge 194, ma anche di prevenzione e di maternità e paternità responsabile: per conoscere meglio ed essere meglio consapevoli dei propri diritti parleranno le Consigliere del Municipio, medici dei Consultori, rappresentanti delle Associazioni.
La scelta della data, oltre che da necessità organizzative, vuole anche sottolineare che il tema trattato coinvolge tutti, non solo le donne..
Appuntamento quindi mercoledì 19 marzo dalle ore 17 alle ore 19 presso il Centro Civico di Via Buranello 1, al termine focaccia per tutti.

Per info
Caterina Grisanzio        338/360.77.87
Roberta Mongiardini    335/78.91.234