Donne e lavoro

Prendiamo spunto da una lettera inviata ad OLI per parlare un po’ della situazione lavorativa delle donne, o meglio di quella non-lavorativa di chi è in cerca di un posto di lavoro ma è in età fertile.
Perchè difendere la 194 è anche questo. Parlano tanto di sostegno alla maternità e poi la realtà è un’altra cosa. Una donna deve poter decidere di diventare madre senza subire pressioni o ricatti dal mondo del lavoro.

Colloqui: La Grande Madre e l’inquisitore

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RU_486

L’articolo 15 della legge 194 recita così: Le regioni, d’intesa con le università e con gli enti ospedalieri, promuovono l’aggiornamento del personale sanitario ed esercente le arti ausiliarie sui problemi della procreazione cosciente e responsabile, sui metodi anticoncezionali, sul decorso della gravidanza, sul parto e sull’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione della gravidanza. Le regioni promuovono inoltre corsi ed incontri ai quali possono partecipare sia il personale sanitario ed esercente le arti ausiliarie sia le persone interessate ad approfondire le questioni relative all’educazione sessuale, al decorso della gravidanza, al parto, ai metodi anticoncezionali e alle tecniche per l’interruzione della gravidanza. (…)
La RU_486, usata da anni in vari paesi dell’Europa e negli Stati Uniti, (dal 1988 in Francia, dal 2000 negli USA), risponde a questi requisiti. E’ quindi uno dei nostri obiettivi far sì che venga utilizzata anche negli ospedali italiani.
Ovviamente chi pensa che la gravidanza debba essere imposta come “punizione” per un comportamento ritenuto “leggero” vuole farla apparire come una soluzione troppo semplice per essere accettata, e cerca di spacciare la sua autorizzazione come il via libera alla vendita al banco delle farmacie, mentre sarebbe comunque un farmaco utilizzabile solo all’interno di una struttura ospedaliera e quindi sotto controllo medico.
Ecco da Repubblica un articolo che parla del parere favorevole dato dall’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco), ed ecco il documento in questione.

Articolo di Liberazione pagina 6

8 Marzo a Cuneo

Le donne di Cuneo hanno dato vita ad un Collettivo per la difesa della 194 e organizzato un presidio per l’otto marzo.

Dal volantino:

Difendiamo la 194!

Perché vengano rispettati i nostri diritti
Per una posizione chiara dei politici rispetto alla Legge 194
Per dire basta alle violenze sulle donne
Per una giusta applicazione della normativa sulla pillola del giorno dopo
Per una disponibilità in tutta Italia della pillola RU486
Per l’educazione sessuale nelle scuole

Presidio ore 16

Gazebo dalle ore 10 alle 19
Corso Nizza/ Ang. Corso Dante – Cuneo

Collettivo Donne Cuneo in difesa della 194.

Quella uccisa dall’inquinamento non e’ forse vita ?

Dall’Osservatorio sulla Legalità e sui Diritti segnaliamo questo articolo.

Spett.le Redazione, in un momento in cui da ogni dove si levano voci accorate in difesa della vita e si mette in discussione la legge 194, viene spontaneo chiedersi come mai tali voci non si si levino con altrettanto vigore nei confronti dei danni drammatici che l’ inquinamento ambientale determina nei confronti della vita riproduttiva: è noto infatti che esso può indurre incremento di infertilità, abortività spontanea, malformazioni.

Valga un esempio per tutti: nel tristemente famoso triangolo siciliano di Augusta, Priolo, Melilli, in conseguenza di uno sviluppo industriale “selvaggio” e di un inquinamento specialmente dovuto a mercurio, non solo si registra un preoccupante aumento dell’infertilità, ma anche dell’abortività e delle malformazioni; queste ultime sono passate dall’1.5% degli anni ’80 al 5.5% nel 2000.

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Io Lotto Marzo a Milano

Appello IO LOTTO MARZO
IO LOTTO MARZO – LIBERA DI SCEGLIERE – PER 194 RAGIONI

Siamo donne e uomini, giovani e meno giovani, provenienti da esperienze diverse dei movimenti, della politica, dei sindacati, delle associazioni, della società civile e siamo convinte/i che qui e ora, in particolare nella nostra regione, la Lombardia, si stia giocando una partita decisiva sulla libertà delle donne.

Per questo l’assemblea della rete regionale “194 ragioni “,
(www.194ragioni.it) riunitasi il 19 febbraio ha deciso di organizzare una grande mobilitazione milanese in occasione della giornata dell’8 marzo (appuntamento ore 14,30 in largo Cairoli).

INVITIAMO

TUTTE E TUTTI A

– partecipare per dare INSIEME una risposta forte e UNITARIA all’attacco criminalizzante e strumentale che pone in discussione l’autodeterminazione della donna , la sua capacità di scelta responsabile e avvalla l’ennesima violenza sul suo corpo.

– diffondere l’iniziativa perché più saremo, più avremo voce pubblica.

– aderire all’appello, inviando l’adesione a : 194ragioni@gmail.com

Rete lombarda “194 ragioni”

Le donne che lottano fanno paura

Da Controviolenzadonne questo articolo:

Le donne fanno paura: i fascisti ci ricordano lo stupro di Franca Rame

“A Franca Rame le è piaciuto” e “Onore a Rudolf Hess”. La mattina di sabato 23 febbraio gli studenti del liceo Mamiani di Roma hanno trovato sul muro della loro scuola queste due scritte firmate con una croce uncinata. Le ragazze e i ragazzi del Mamiani, sono andati tutti insieme a cancellare le scritte poi si sono riuniti in assemblea e prontamente hanno diffuso un comunicato firmato “Studenti antifascisti del Mamiani”, condannando e denunciando l’accaduto. Le scritte sono la reazione dei fascisti alla settimana di mobilitazione indetta dagli studenti in tutti i licei romani in seguito all’aggressione subita da un loro compagno. Venerdì 22 le compagne e i compagni del Mamiani erano sfilati in corteo per le strade del quartiere Prati a Roma, passando davanti alle sedi e ai luoghi di ritrovo dei fascisti. Le ragazze erano le stesse che avevano partecipato alla manifestazione femminista di Roma dello scoso 14 febbraio e, non è un caso, a quella manifestazione ha partecipato anche Franca Rame.

E questo commento:

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Cominciamo da qui

Il presidio di ieri si è trasformato in manifestazione, grazie alle tantissime persone che hanno partecipato.

E’ una buona partenza, ci da forza. La gente in piazza e le firme che abbiamo raccolto le faremo pesare nel momento in cui ci rivolgeremo alle varie forze politiche, con domande precise e pretendendo risposte precise. La 194 non si tocca! Ma non solo, ne va garantita l’applicazione. E i politici che si sono fatti vedere o che hanno sottoscritto l’appello, forse pensando di cavalcare la tigre, sappiano che sono i primi che terremo costantemente sotto controllo. Almeno su questo argomento impediremo l’abitudine ormai radicata di dire una cosa e di dimenticarla poco tempo dopo.

Verrebbe da ringraziare tutte/i se non fosse che questa è una battaglia politica, una battaglia che chi ha aderito ha deciso di combattere, per la libertà di scelta e per la laicità dello stato. Hanno attaccato su un terreno che forse pensavano facile, il corpo delle donne, gli stiamo dimostrando che non è così. Quindi non abbassiamo la guardia e andiamo avanti, tutte e tutti.

Anna

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