Su il Paese delle Donne.
Buonasera a tutti, ho letto l’articolo di C. De Gregorio, uno spaccato di una realtà, una delle tante direi, quella che va al di là del pubblico, privato, Genova bene, Genova dei quartieri popolari e quella degli extracomunitari. In questa storia ci si ritrova molto di genovese, chiusura e riservatezza anche in queste faccende……E poi la lunga mano della Curia genovese, sul Galliera e sul Gaslini, dove appunto se vuoi lavorare sei obbligato all’obiezione di coscienza, soprattutto ginecologi e ostetriche, e dove alle allieve infermiere un tempo si insegnava che, un’infermiere, non doveva giudicare e condannare il paziente anche se questo aveva contratto infermità per condotta amorale e tra le infermità per condotta amorale, tra parentesi ti facevano mettere sifilide e aborto, solo successivamente l’AIDS! E io, che in uno di questi ospedali mi sono formata professionalmente, ho ancora quel quaderno. Però poi gli aborti si facevano eccome, fuori dall’ospedale, spesso in anestesia locale, pagandoli con i soldi guadagnati facendo le acrobazie ….. Eppure parliamo della metà degli anni 80 e oltre e la 194 era già attiva eccome e magari alcuni consultori, soprattutto quelli di periferia e l’AIED funzionavano abbastanza bene…… La domanda è invece, perchè a un certo punto le donne preferiscono violare più o meno consapevolmente le legge, pagare profumatamente, magari per una decisione sofferta ma ponderata con un regolare compagno, senza amanti nascosti, senza reality show e altre amenità che gli scoop sensazionalistici dei giornali citano, spostando l’attenzione su questi aspetti e non su altri a mio avviso più importanti e seri? Io non so come funziona nelle altre regioni, ma abortire a Genova è uno stillicidio, un’espiazione di colpa e spesso si è trattate peggio delle vacche da macello, in fila verso la sala operatoria e via! Io stessa, donna impegnata su tematiche inerenti la nascita, i diritti delle donne, infermiera, moglie di medico quindi dell’ambiente, di cultura e classe sociale medio-alta, per salvaguardare la mia dignità e la mia integrità psicologica, credo che avrei fatto la scelta di quelle 8 donne, cercando non di nascondere il misfatto, ma per avere il sacrosanto diritto di soffrire la mia scelta, di piangere senza essere criticata per le lacrime di coccodrillo.
Mi è capitato di accompagnare qualche amica per l’IVG in ospedale e mi auguro che non mi venga più chiesto. Ospedali diversi, le IVG avvengono nel reparto di ostetricia e questo succede anche nel malaugurato caso che l’aborto sia spontaneo, vieni messa vicino magari a una donna in travaglio o una neo mamma…..Ricordo qualche anno fa, accompagnai una carissima amica e questa fu sistemata in stanza con una donna in travaglio e con monitoraggio e non so chi era più a disagio tra le due. Ricordo anche che, in quell’occasione, le donne, circa una decina, furono accompagnate verso la sala operatoria e fatte attendere in un corridoio antistante, con addosso il solo camicione verde, la più giovane 16 anni, rumena, autorizzata a interrompere la gravidanza dal giudice tutelare, comunque era lì sola e le assistenti sociali sarebbero venute a prenderla nel pomeriggio, perchè tanto questa ogni mese è qui!!! Protestai vigorosamente con primario e caposala e dissi loro che se volevano umiliare quelle donne ree di chissà quale misfatto, beh c’erano riusciti in pieno e loro fecero spallucce, dicendo che sarei potuta stare con la mia amica se lo desideravo……Vogliamo parlare quando alcuni ospedali ti danno le informazioni al telefono e ti dicono che il medico abortista ci sarà il giorno tale e non ti salutano? Provare per credere! E allora capite che alcune, tra cui la sottoscritta, non avrebbe nessuna voglia di essere trattata così, come la vacca al macello e chiederebbe a un dottor Rossi qualsiasi, fosse davvero anche il veterinario, di fare una cosa veloce e discreta. Io non so se il dottor Rossi dagli aborti avesse un tornaconto cospicuo, credo che ogni medico che sceglie attività privata, soprattutto con un certo tipo di clientela benestante, il tornaconto lo ha, ma adesso mi fanno ridere le prese di distanza del Gaslini e della Villa Serena (clinica cattolica, ma poco cristiana), che come al solito non c’entra e non sapeva, ma davvero vogliono farci credere che non sapevano? Sicuramente cadranno altre teste e sarà un gioco di abilità non farsi beccare, spariranno computer, schedari e come al solito a pagare saranno le donne, perchè sicuramente quello del ginecologo alla fine è un dramma umano che merita solo silenzio e pietà, soprattutto per suo figlio, che oltre a scoprire chi è stato Erode nella storia, un giorno ricostruirà la storia del padre, farà le comparazioni e poi sarà il lavoro dello psicanalista….Quelle 8 donne pagheranno i 51 euro di multa e il resto dei loro sentimenti in piazza, sullo sterile tavolo di uno sbuffante magistrato; se sono benestanti daranno tutto in mano a un legale di grido e le apparenze saranno salve, ma resta l’amarezza per tutto. Perchè se davvero le donne potessero gestire la propria esistenza non dovendo correre per evitare che il collega le scalzi dalla scrivania, se davvero si cominciasse da bambini a educare alla responsabilità, alla condivisione della stessa e al rispetto per se stessi e verso chi ci vive accanto, non saremmo ancora qui a dover difendere una legge che ha 30 anni, una legge della repubblica italiana. Perchè io ritengo che l’obiezione, in questo caso, sia un contravvenire a un legge, soprattutto se lavori in una struttura pubblica. Cominciamo a reinserire l’educazione sessuale nelle scuole medie a parlare di contraccezione, di renderla accessibile, parliamo di diritti, di leggi, ricominciamo a far circolare le informazioni, perchè qui, da quando l’informazione si è fatta meno pressante, le gravidanze nelle teen ager sono aumentate, abbiamo mamme sedicenni e nonni-genitori, ma sono anche aumentate le malattie a trasmissione sessuale come l’herpes e altre ancora e la cosa drammatica è che non si sa come sia successo il tutto o almeno non si sapeva che sarebbe potuto succedere…..Scusate la lungaggine e i pensieri in libertà e buon lavoro! Patrizia