Care amiche e cari amici, con l'appello che vi mandiamo, chiedendovi, se lo condividete, di firmarlo, abbiamo creduto di interpretare un sentimento diffuso di rabbia e impotenza da parte di molte e molti, consapevoli della gravità e complessità delle vicende che hanno al centro il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ma anche della debolezza, inadeguatezza di chi vi si oppone a livello istituzionale, ciò che inevitabilmente comporta un grave deterioramento della nostra democrazia. Chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi, e iniziative incisive a tale riguardo, sappiamo che non è risolutivo dei cambiamenti profondi che stanno attraversando la nostra società, ma lo consideriamo tuttavia un modo per uscire dall'acquiscenza generale, per mandare un chiaro segnale: che tutti saranno d'ora in poi sorvegliati da un'opinione attenta, e contrastati. Se siete d'accordo, vi preghiamo di trasmettere la vostra adesione all'indirizzo mail sotto indicato e di inoltrare l'appello a chi di vostra conoscenza ritenete possa aderire. Grazie e cari saluti Maria Grazia Campari Floriana Lipparini Lea Melandri Per adesioni: mariagrazia.campari@tiscali.it oppure lilianamoro@tiscali.it Maschilismo di Stato, morte della democrazia: Berlusconi si dimetta Con questo appello, intendiamo richiamare l’attenzione pubblica sulla spirale negativa innescata dai comportamenti del ceto politico al potere in Italia: dai gesti quotidiani di disvalore verso il genere femminile si sta arrivando ad un attacco di stampo maschilista contro la stessa integrità delle istituzioni democratiche. In altre parole, si passa da una democrazia incompiuta alla cancellazione stessa della democrazia. Il Presidente del Consiglio è stato colto, infatti, nell’atto di passare da un utilizzo mercificato di corpi femminili per propri svaghi privati, ma giocati in luoghi destinati a fini pubblici, alla attribuzione diretta di cariche ministeriali e parlamentari (italiane ed europee) elargite come riconoscimento al fascino fisico delle candidate. Questo comportamento è stato, da ultimo, anche sostenuto da dichiarazioni pubbliche quali” Gli italiani mi vogliono così...Sono sostenuto da un gradimento al 61%...Porto con me le veline (sulla scena del futuro G8) altrimenti ci prendono tutti per gay..”, insomma, potendo. così fan tutti. Riconoscere che l’ampio consenso di cui gode tuttora Berlusconi vada attribuito in gran parte al fatto di interpretare modi di pensare e di agire patriarcali, radicati nel senso comune di uomini – e purtroppo anche di donne- non deve diventare un alibi per lasciare in ombra il pericolo rappresentato dalla sua permanenza in una delle più alte cariche dello Stato. Quindi, vogliamo dire all’“utilizzatore finale” di prestazioni femminili che “grandi quantitativi” di italiane e italiani intendono contrastare questo degrado, al medesimo tempo personale e politico- due sfere implicate da sempre, al di là di ogni contrapposizione astratta e funzionale al protagonismo storico del sesso maschile. E' necessario fermare la pericolosa deriva autoritaria di una società che si presenta incardinata sulla esclusione femminile e sulla disuguaglianza (di sesso, di razza, di condizione) e che sta compiendo il passo fatale: dalla riduzione al potere oligarchico maschile alla completa erosione degli assetti democratici, violando la pari dignità umana di donne e uomini, la libera espressione del pensiero, la libera informazione, la libera competizione nella rappresentanza. Chiediamo a chi si riconosce in questo appello di dare avvio ad un movimento che, partendo dalla conoscenza dei fatti, elabori in forma partecipata azioni incisive tese ad ottenere, come atto primo indispensabile per il rispetto di elementari principi di democrazia e di civile convivenza fra i sessi, le dimissioni di Berlusconi e dei suoi fidi seguaci dalle cariche pubbliche. Maria Grazia Campari Floriana Lipparini Lea Melandri
2 Luglio, 2009
Maschilismo di Stato, morte della democrazia: Berlusconi si dimetta
2 Luglio, 2009
Per una manifestazione in difesa della dignità delle donne e degli uomini che amano le donne.
DALLA RETE 194RAGIONI
“Per una manifestazione in difesa della dignità delle donne
e degli uomini che amano le donne.
“Ancorchè fossero vere le indicazioni della ragazza ..il
premier sarebbe l’utilizzatore finale e quindi mai
penalmente punibile” (Avv. Ghedini)
Con crescente angoscia stiamo seguendo le vicende dello
scandalo che riguarda il premier Silvio Berlusconi e che
vede coinvolte numerose ragazze e donne. Ma quello che
provoca autentico raccapriccio sono i commenti delle persone
vicine al presidente del Consiglio, Ghedini in particolare,
che parlano di “utilizzazione” della donna e di “donne
gratis in grande quantità”, espressioni che chiaramente
indicano la donna come un oggetto, attrezzo o merce che sia.
Per non soffocare nello schifo, per difendere la nostra
dignità di donne e di uomini che amano le donne, dobbiamo
rialzare la testa e esprimere la nostra indignazione. Il
problema è molto più grave e più ampio e non è una
questione di partiti, è un problema di civiltà e di
educazione sociale.
La parte onesta del paese ha il dovere di dare un segnale,
deve mettere un argine alla marea di fango che ci sta
sommergendo. Le donne che quarant’anni fa scrissero sui muri
“Nè puttane nè madonne solo donne”, le giovani che
rifiutano un clima culturale che le vuole veline e
disponibili, gli uomini che stanno accanto alle une e alle
altre e mai si sognerebbero di considerarle “adoperabili”,
si uniscano.
Parliamo di un triste aspetto della nostra società che ha
responsabilità condivise di uomini e donne, che occorre
denunciare e rivedere tutti insieme, uniti. Non è
occasione per una guerra di generi e nemmeno di parti
politiche.
Invitiamo tutti coloro che sono a Milano
all’incontro/confronto/presidio
__ GIOVEDì 2 LUGLIO, ore 18,30
__ Colonne di San Lorenzo (C.so di Porta Ticinese)”
Donne per una difesa del lavoro delle donne
4 Giugno, 2009
oggi i funerali del Dott. Ramondini
La ” Rete 194 “, comitato che raggruppa numerose associazioni femminili, costituita a Genova per vigilare sulla corretta applicazione della legge 194/78, lo ricorda per essere stato un uomo che con la sua consueta discrezione ha messo impegno e disponibilità per l’attuazione della legge 194, facendosi carico della maggior parte di IVG praticate a San Martino.
Proprio lo scorso anno era uscito in modo pubblico per denunciare i disagi che il sempre più diffuso ricorso all’ obiezione di coscienza sta provocando alle donne ed ai pochi sanitari che ancora effettuano le interruzioni di gravidanza.
Esprimiamo cordoglio per il Dott. Ramondini che ha svolto per anni il suo compito con grande impegno ed umanità e speriamo che le sue indicazioni vengano ascoltate: chiediamo che presso l’Ospedale in cui ha operato vengano messi in atto provvedimenti organizzativi tali da garantire, anche per il futuro, un buon funzionamento della legge, senza penalizzare i medici non obiettori con un numero eccessivo di interventi escludendoli, di fatto, da altre più gratificanti attività sanitarie.
Rete 194
Genova
22 Maggio, 2009
aspettando la staffetta
Martedi 26 Maggio 2009 alle ore 17,30
Circolo CAP Via Albertazzi 1
Proiezione del Documentario
“ Vietato Sognare” della regista Barbara Cupisti
sulle difficili condizioni di vita dei bambini nati e cresciuti nella terra della guerra infinita israelo palestinese
Girato insieme a “ Madri” (David di Donatello 2008), ne costituisce
la naturale prosecuzione nell’ascolto dei figli ideali, i “Combatants for peace”, ONG di ex soldati israeliani e miliziani palestinesi, che insieme cercano
una soluzione al conflitto.
La Regista ci mostra i buoni frutti che possano nascere anche da una terra in cui sono stati seminati solo ingiustizie e odio.
Nel corso dell’iniziativa saranno letti brani tratti da testi
della scrittrice palestinese Sahar Khalifa
A cura
di Mimma Pieri , Antonella Sodini, Ida De Paoli e Domenica Logiudice
10 Aprile, 2009
manifestazione genova 28 marzo 2009





Care e cari, voi che avete partecipato alla non stop del 28 marzo a Palazzo Ducale, vogliamo ringraziarvi ancora, dopo i sinceri abbracci e gli apprezzamenti nella fredda (ma solo dal punto di vista meteo) giornata di sabato, perché la vostra presenza generosa è stata un dono prezioso.
La politica delle donne si nutre e si fonda sul valore in primo luogo delle relazioni, e i movimenti femministi hanno cercato, non sempre riuscendoci, di modificare il modo di fare politica partendo dalla creazione di legami e di pratiche che mettessero al centro l’importanza dello stare insieme, ciascuna e ciascuno per quello che può e vuole offrire nel processo di cambiamento. Tanto resta da fare, pochissimo si riesce a incidere all’interno dello sfacelo della realtà sociale di questo paese; ma, se pur per poche ore, le vostre/nostre parole, musiche, danze, presenze tutte insieme in un sabato di marzo non sono state invano e senza effetto.
Hanno dimostrato che, anche senza molti mezzi economici e di richiamo mediatico, si può offrire uno spazio colto, vivace e intelligente alla città, e che la collettività, se vuole, può scegliere di godere, fermandosi a pensare, oltre allo shopping e all’aperitivo. Che ci sono talenti e saperi che, gratuitamente, si mettono a disposizione della comunità perché la violenza germoglia nel silenzio e nell’ignoranza, e si cancella anche con la bellezza e la forza dell’arte, dell’emozione, della parola e del canto. Perché anche questa è politica.
Non perdiamoci di vista, teniamoci in contatto, e facciamo ancora progetti insieme.
Grazie ancora da tutte noi
Archinaute, gruppo Mafalda, Rivista Marea
23 Marzo, 2009
manifestazione contro la violenza sulle donne
Genova contro la violenza sulle donne:
tornare a dire, a emozionare
Il 28 marzo 2009 dalle 16.00 fino a notte nell’atrio di Palazzo Ducale
non-stop di parole, musica, teatro, aperta alla città
Che sta succedendo a questo paese, alla convivenza nelle nostre città, nei luoghi di lavoro, nelle famiglie, tra le persone, quando la cronaca seriale delle violenze sessuali si fa quotidiana e sempre più allarmante?
Violenze in famiglia come per la strada, sia da parte degli uomini dei quali ci si fida così come degli sconosciuti, e poco importa se siano italiani o stranieri, visto che l’affronto subìto dura per sempre; ma se quegli stupri oggi possono essere argomento trattato da stampa e tv, è perché le donne finalmente riescono a denunciare. È questo un risultato del pensiero critico e dell’agire del femminismo, che ha costruito orizzonti di autodeterminazione, di libertà e di scelta consapevole del proprio futuro; che ha fatto saltare il tappo alle costrizioni patriarcali fecondando il pubblico sentire.
In questi tempi oscuri scegliamo la forza delle parole e della rievocazione delle esperienze per fare argine alle strumentalizzazioni e agli allarmismi che demonizzano gli stranieri, alle politiche di sicurezza e di controllo militare dei territori e dei corpi, alla banale accettazione della violenza maschile come un dato di fatto.
Proponiamo un momento di lettura, di ascolto, di confronto aperto, con il quale rioccupare lo spazio pubblico con l’emozione della presenza dei corpi e delle parole,
contro l’ignoranza e l’indifferenza.
Vi invitiamo ad ascoltare e dire su questo, ognuna e ognuno a suo modo.
Promuovono: Archinaute - Mafalda - rivista Marea
Aderiscono e intervengono:
ArciLesbica Nazionale Associazione Artemisia Coordinamento Donne Camera del Lavoro di Genova Coordinamento Ligure Donne Latino Americane Coordinamento Lesbico Genova Pride Coro Daneo Dimensione Donna Ellequadro galleria d’arte Gruppo donne della Comunità di base di Oregina Mater Domina Associazione Le Vie del Canto Associazione L’incantevole aprile Eugenia Anfossi sociologa Loredana Baccini danzatrice Patrizia Battaglia Luisella Carretta artista, performer Viviane Ciampi traduttrice e poeta Milena D’Abbacco performer Dounia Ettaib presidente Dari, donne arabe d’Italia Laura Dalfino cantante lirica Silvio Ferrari scrittore Franca Fioravanti Teatro delle nuvole Simonetta Guarino attrice I Kramers band musicale Alberto Leiss Associazione Maschile plurale Valentina Malagamba avvocato civilista Ivano Malcotti scrittore Lidia Menapace ex partigiana Roberta Nardi Carla Peirolero direttrice Festival delle Culture Suq Francesco Pivetta insegnante Nadia Simonetta attrice Sandra Verda scrittrice Angela Zecca cantautrice
Patrocinano:
Provincia di Genova Genova Palazzo Ducale
fondazione per la cultura
19 Marzo, 2009
una lettera dal coord. donne cgil
Genova, 17 Marzo 2009
Care Amiche e Compagne,
come ben sapete il nostro Paese, come tutto il resto del mondo, è attraversato da una crisi straordinaria a cui il nostro governo non ha opposto e non oppone alcuna misura strutturale, come la CGIL chiede ormai da molto tempo, proponendo di agire sulla leva fiscale, sull’ampliamento degli ammortizzatori sociali, su un maggiore intervento pubblico a tutela della protezione sociale.
Il 22 gennaio, il Governo ha convocato le parti sociali per un primo incontro sulle misure anticrisi.
In realtà, lo scopo di quell’incontro era assai diverso: fare approvare un accordo sulla riforma della contrattazione che, di fatto, prevede la riduzione della tutela dei salari, riduce il ruolo solidale e universalistico del contratto nazionale, indebolendolo attraverso le deroghe in pejus , limita il diritto di sciopero sancito dalla Costituzione.
Questo accordo non firmato dalla CGIL produrrà l’effetto di rendere le lavoratrici e i lavoratori più indifesi e più precari, ed è ovvio che il peso maggiore ricadrà come sempre sulle spalle delle donne, divise fra i diversi ruoli che questa società impone loro, fra precariato lavorativo e deficienze di un welfare sempre più indebolito.
Per questo motivo chiediamo a voi tutte di sostenere la lotta che la CGIL, sola, sta portando avanti in nome di un futuro che non sia più povero per chi è più debole, più precario e che veda attaccati i diritti che le donne hanno conquistato con tanti anni di lotta.
Vi invitiamo,perciò, a partecipare alla manifestazione nazionale del 4 aprile a Roma, aiutandoci a far sentire forte la nostra voce.
Vi alleghiamo documentazione sull’accordo ed elenco dei seggi territoriali dove potere esprimere il proprio voto.
Cari saluti.
p. la Segreteria C.d.L.M. Genova p. Il Coord. Donne C.d.L.M. Genova
Patrizia Avellani Tiziana Cresci
12 Marzo, 2009
Genova contro la violenza sulle donne
Il 28 marzo 2009 dalle 17.00 fino a notte nell’atrio di Palazzo Ducale non stop di parole, musica, teatro, aperta alla città
Che sta succedendo a questo paese, alla convivenza nelle nostre città, nei luoghi di lavoro, nelle famiglie, tra le persone?
Ce lo domandiamo di fronte alla cronaca, quando ti accorgi che la crudeltà è diventata svago, che la violenza è considerata un ingrediente scontato della seconda serata per molti giovani.
Quando continua l’epifania seriale delle violenze sessuali, in famiglia come per strada, sia da parte degli uomini dei quali ci si fida così come degli sconosciuti, e poco importa se siano italiani o stranieri, visto che l’affronto subìto dura per sempre); da un sondaggio recente si apprende che le donne italiane hanno paura a camminare per strada da sole.
Che succede nelle scuole, dove il bullismo dilaga, e le nuove tecnologie diventano strumenti di perversa e crudele creatività vessatoria, con i filmati delle ‘fidanzatine’ riprese nude e ‘condivise’ sui vari motori di ricerca così, per ‘divertirsi’, espressione usata sempre più spesso da chi fa violenza.
Che ne è della forza del pensiero critico del femminismo, che ha fatto saltare il tappo alle costrizioni patriarcali fecondando, se pur per una stagione breve, il pubblico sentire e lo spazio politico parlando alle donne e agli uomini della possibilità di arricchirsi nella differenza di genere, perché se un genere soffre vuol dire che la società è ingiusta, iniqua e pericolosa?
Come donne, come attiviste per i diritti umani delle donne sentiamo il bisogno di momenti pubblici forti e visibili, per dire questo disagio e rimettere al centro la questione della convivenza pacifica tra i generi: per contrastare la rassegnazione o peggio l’accettazione del fenomeno della violenza maschile come un dato di fatto, e per dire basta con l’uso strumentale delle notizie gridate finalizzato a demonizzare gli stranieri o a introdurre dispositivi di controllo quali il braccialetto o simili.
Proponiamo per il 28 marzo, dalle 17 fino a notte nell’atrio di Palazzo Ducale un appuntamento non stop di parole, musica, teatro, aperto alla città.
Un momento di lettura, di ascolto, di confronto aperto con il quale rioccupare lo spazio pubblico con l’emozione della presenza dei corpi e delle parole, che vibrano contro l’ignoranza e l’indifferenza.
Nei tempi oscuri la forza delle parole e della rievocazione delle esperienze è un argine potente.
Perché siamo quelle (e quelli) che siamo, grazie anche alla forza del pensiero critico femminista, che ci ha fatto arrivare a dirci non più puttane e non più madonne, ma, finalmente, solo donne.
INFO E ADESIONI
Archinaute archinaute@libero.it
Gruppo Mafalda mafalda.spda@libero.it
Rivista Marea monica.lanfranco@gmail.com
17 Febbraio, 2009
Da Roma è partita la campagna Pillolissima 2009
16.02.09
Questo piccolo grande errore.
Con Pillolissima 2009 libertà e autodeterminazione!
Il 14 febbraio è il giorno degli innamorati: per questo ci siamo chieste se i rapporti amorosi tra giovani e meno giovani siano tutelati effettivamente con l’accesso a misure preventive e anticoncezionali.
Questa notte i più grandi ospedali di Roma sono stati oggetto di un blitz-inchiesta da parte di studentesse (di alcune scuole di Roma e delle due università La Sapienza e Roma 3) e precarie. L’obiettivo è quello di tracciare una mappa di quegli ospedali in cui illegalmente si esercita l’obiezione di coscienza sulla contraccezione di emergenza. Verso le 22.00 piccoli gruppi di donne sono entrati contemporaneamente nelle sale dei pronto soccorso richiedendo la cosidetta “pillola del giorno dopo”, che deve essere assunta entro le 72 ore dal rapporto sessuale ma la cui efficacia diminuisce col passare delle ore.
I dati raccolti la scorsa notte sono i seguenti.
Il policlinico Gemelli e l’ospedale S.Pietro Fate Bene Fratelli non prescrivono la pillola. Di fronte alle insistenze delle studentesse, il personale risponde che questi sono ospedali cattolici (come se si fossero dimenticati di essere convenzionati con lo stato italiano), giustificando, in questo modo, l’omissione di soccorso.
L’ospedale CTO rifiuta la prescrizione della pillola e al momento di rilasciare la dichiarazione del rifiuto, la dottoressa chiede di pagare il ticket di 25 euro, indirizzando poi la richiedente ad un altro ospedale per avere la prescrizione della pillola, dopo aver pagato un altro ticket.
I pronto soccorsi degli ospedali Policlinico Umberto I, San Filippo Neri, San Camillo Forlanini, S.Eugenio, Pertini e S.Giovanni prescrivono la pillola solo dietro pagamento del ticket di 25 euro. In particolare l’ospedale S.Eugenio viene indicato da più ospedali come il luogo in cui viene prescritta la pillola “senza problemi”. Nel pronto soccorso del S.Giovanni viene negata in un primo momento, a seguito di insistenze da parte delle studentesse, viene prescritta.
Negli ospedali S.Andrea, Policlinico Casilino, Policlinico Tor Vergata si segnala la presenza di obiettori ma, allo stesso tempo, la possibilità di ottenere la prescrizione della pillola, anche se con tempi di attesa non prevedibili e sempre dietro il pagamento del ticket.
Denunciamo l’omissione di soccorso e l’interruzione di un pubblico servizio degli ospedali, laddove è illegale che i medici ricorrano all’obiezione di coscienza. La contraccezione di emergenza infatti ha un effetto prefertilizzante e non abortivo, non prevede restrizioni d’uso (è un farmaco che rientra nella “classe 1″ dell’ OMS) e deve essere prescritta senza diagnosi.
Ribadiamo inoltre che la salute deve essere un sevizio pubblico e gratuito per tutti e tutte, migranti e cittadini/e italiani/e: per questo riteniamo inaccettabile il costo del ticket (solo per farsi prescrivere una pillola) pari a 25 euro che devono essere sommate al costo del farmaco (circa 13 euro). La nostra azione è volta a rimettere al centro del dibattito pubblico la libertà delle donne nella gestione del proprio corpo, troppo spesso utilizzato strumentalmente per dare avvio a provvedimenti dettati dalla morale cattolica e che limitano la possibilità di scegliere una sessualità e una maternità consapevole.
Per questo noi obiettiamo gli obiettori.
Tutte le donne devono avere accesso ad un’informazione laica e libera su sessualità e prevenzione, che agendo prima dell’emergenza educhi a una sessualità consapevole; a un sistema di welfare universale che consenta prestazioni sanitarie gratuite e servizi che ne sostengano l’autodeterminazione, a partire da consultori, asili pubblici e centri antiviolenza.
La libertà e i diritti delle donne non saranno il prezzo da pagare in questa crisi. Né ora né mai.
Studentesse e precarie
Pillolissima 2009 Blog
pillolissima2009@gmail.com
19 Gennaio, 2009
Un grande successo di partecipazione per la giornata promossa dalla Rete 194 di Genova: tutte le richieste e le proposte all’assessore Montaldo
La Sala di Rappresentanza di Palazzo Tursi piena dalle 15,30 fino alle 18,30, un pubblico attento che ha parteciparo con numerosi interventi, un pomeriggio dedicato alla discussione su temi importanti che riguardano la vita, la salute e la sessualità delle donne e degli uomini: un successo meritato, dopo mesi di lavoro, per la Rete 194, che venerdì 16 gennaio 2009 ha indetto il convegno “LE DONNE FANNO IL PUNTO – pillola del giorno dopo, aborto, RU 486, parto indolore, fecondazione assistita, educazione sessuale: cosa chiediamo ai consultori ed agli ospedali di Genova”.
Alla presenza di Carlo Flamigni, ordinario di Ginecologia Università di Bologna,che ha ricordato come all’origine i consultori in Italia fossero stati fortemente voluti dai movimenti delle donne come luoghi di cultura e non di pura medicina, di Patrizia Guelfi, psicologa e rappresentante della Rete 194, che ha fornito una panoramica storica delle conquiste mai del tutto acquisite sui temi della salute riproduttiva, di Salvatore Garzarelli, primario dell’ospedale S.Anna di Savona, che ha fornito alcuni dati drammatici sulle morti delle donne per il parto nel mondo e di Graciela del Pino, del Coordinamento Ligure donne latino-americane, che ha richiesto con forza una pronta introduzione sin dalle medie inferiori dell’educazione sessuale e affettiva le donne della Rete 194 hanno avanzato le loro proposte all’ Assessore alla Sanità della Regione Liguria Claudio Montaldo.
Eccole di seguito per temi:
Pillola del giorno dopo: chiediamo alla Regione che si impegni a far sì che in ogni Pronto Soccorso , 24 ore su 24 e indipendentemente dalla presenza o meno di obiettori di coscienza, sia garantita la prescrizione ( e l’erogazione) della pillola del giorno dopo e si prevedano provvedimenti nei confronti della struttura sanitaria se ciò non avviene. La pillola al momento si può avere solo dietro presentazione di ricetta medica: chiediamo alla Regione di attivarsi nei confronti del Ministero della Salute affinchè possa essere distribuita senza ricetta medica.
Aborto: chiediamo alla Regione di monitorare periodicamente la situazione della presenza di medici ginecologi obiettori di coscienza nelle strutture ospedaliere affinchè si possa garantire la piena applicazione della legge 194 sia per quanto riguarda la richieste di IVG da parte della donna, sia per quanto riguarda i medici non obiettori che spesso sono, per questa scelta, penalizzati nella propria carriera ed eccessivamente caricati di questi interventi. Si ritiene pertanto utile che venga pienamente attuata la proposta già avanzata dall’Ass. Montaldo che prevede la mobilità dei medici dove necessario. Chiediamo quindi che vengano periodicamente resi noti i tempi di attesa per gli interventi IVG e quali procedure sono previste per risolvere urgentemente i tempi di attesa che impediscano l’intervento di IVG nei tempi consentiti dalla Legge 194.
RU486: poichè l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) tra qualche giorno potrebbe decidere di ammettere in Italia l’uso della pillola abortiva RU486 chiediamo alla Regione di far sì che non appena sia dato il via libera alla distribuzione tutti gli ospedali della Regione ne abbiano l’immediata disponibilità.
Parto indolore: chiediamo che in tutte le strutture ospedaliere venga garantita alle donne che lo richiedono l’anestesia gratuita per il parto fornendo al tempo stesso adeguata informazione di questa possibilità anche alle gestanti che non ne siano a conoscenza.
Fecondazione assistita: chiediamo che la Regione fornisca pubblicamente i dati relativi ai successi/insuccessi relativi al metodo della fecondazione assistita dopo l’introduzione della Legge 40 e i dati relativi al turismo riproduttivo che ne è derivato.
Educazione alla sessualità: anche in considerazione dell’aumento della IVG e dei parti tra minorenni e in assenza di una norma nazionale chiediamo alla Regione di farsi carico di una Legge che finanzi corsi di educazione alla sessualità nelle scuole della Liguria a cominciare dalle scuole medie inferiori. Chiediamo altresì che vi sia un’attenzione particolare nei confronti degli studenti non italiani presenti ormai in numero significativo nella scuola, si preveda il coinvolgimento di mediatori culturali. Si apprezza il programma di interventi dei consultori previsti nell’80% delle classi seconde delle scuole superiori ma si chiede di anticipare l’intervento al primo anno. Si chiede di prevedere erogatori di profilattici nelle scuole medie. superiori.
Consultori: chiediamo la piena applicazione della Legge 405 e la separazione delle competenze che riguardano le patologie dei minori e delle loro famiglie, per le quali è auspicabile un sempre maggiore impegno, dalle problematiche di crescita, sostegno e sviluppo dell’autodeterminazione delle donne e delle loro scelte consapevoli della maternità. Chiediamo inoltre che la Regione si attivi affinchè vengano colmate le attuali carenze di organico rispetto alle figure professionali previste nei Consultori.
Piano triennale socio sanitario: chiediamo che a fronte dell’analisi contenuta al suo interno riferita al tema della IVG, HIV e delle problematiche riferite in particolare alla comunità latinoamericana veda la programmazione di azioni conseguenti e specifiche su tali temi.
Medici di base: si condividono le indicazioni delle donne medico di base che sottolineando il ruolo strategico che ricoprono nel confronto diretto con i pazienti adolescenti, le donne vittime di violenza ecc chiedono una maggiore formazione e la messa in rete con altre realtà per dare risposte più efficaci. Al termine dell’incontro è stata data una valutazione sostanzialmente positiva rispetto alle politiche regionali in tema di 194 comparate alle realtà circostanti.
In particolare la Rete 194 apprezza che non si sia dato spazio alla presenza del Movimento per la Vita come è avvenuto in altre regioni.